Tempi di cottura

La cottura della pasta è un elemento cruciale per una corretta degustazione del prodotto.

Per essere perfetta la pasta non deve essere né troppo cruda né troppo cotta. Infatti, se è cotta per un tempo inferiore a quello indicato, la parte più interna rimane cruda e i succhi digestivi del nostro corpo non sono in grado di attaccare facilmente l’amido poco idratato. Al contrario, quando è troppo cotta la consistenza diventa morbida, si riducono i tempi di masticazione e il boccone passando rapidamente nello stomaco, rischia di rimanere indigesto. L’esatto tempo di cottura della pasta è un fattore determinante per la buona digestione. La pasta “al dente”, necessitando di un maggiore tempo di masticazione, favorisce la produzione di succhi contenenti la ptialina, un enzima che agisce sulle catene complesse dell’amido, riducendole a strutture meno complesse e facilitando il successivo completamento della digestione dei glucidi. Inoltre la cottura “al dente” favorisce un basso indice glicemico: l’amido viene assimilato in maniera graduale, evitando un improvviso innalzamento della glicemia. Al contrario la pasta troppo cotta tende a formare nel tubo digerente un impasto colloso che rallenta la digestione.

Poche ma buone

  1. Scegliete una pentola cilindrica, dai bordi alti e dalle dimensioni ampie. La pasta deve cuocere in acqua abbondante!
  2. Ricordate queste proporzioni:1 l di acqua 10 g di sale 100 g di pasta.
  3. Aggiungete il sale solo quando l’acqua comincia a vibrare.
  4. Buttate la pasta appena l’acqua inizia a bollire vivacemente.
  5. Girate la pasta sempre e solo con un mestolo di legno.
  6. Seguite il tempo di cottura è indicato sulla busta e scolate, tenendo sempre da parte un bicchiere di acqua di cottura, che sarà utile durante la mantecatura.