Daniele Sanna

Daniele SannaSardo Classe 84

Quanto è determinante la tua regione nel tuo modo di cucinare? 
La mia terra, la Sardegna, è variegata, diversificata e caratterizzata dall'insularità e dalla cultura agropastorale . Da questa terra ho ereditato i sapori più delicati, più marcati, ma sempre inconfondibili e graditi al palato. La tradizione gastronomica sarda è semplice ed austera, ha gusti, sapori e odori il più delle volte insoliti come quello della bottarga accostata alla ricotta appena fatta, o l'idea di una pasta al pomodoro con peperoncino e gamberi crudi. 

Una ricetta dell'infanzia che proponi oggi da chef? 
Porto con me quell'alchimia olfattiva che rievoca i momenti più belli della mia infanzia dal pane caldo, a quel colore dell'oro che sprigionava un semplicissimo soffritto di cipolla bianca dolce in una della tante mattine domenicali.

Quale è stata l'esperienza che più ti ha formato?
Dopo varie esperienze in varie parti dell' Italia eccomi catapultato, sempre in Italia ,ma in una grande città, Milano, e in un magnifico albergo ,"Four Seasons Hotel", con la guida di un grande maestro Sergio Mei. Un esperienza importante dove semplicità, creatività e materie prime creano un connubio perfetto. 

Come definiresti oggi la tua cucina?
Ispirata alle origini, eclettica e proiettata nel futuro. 

Cosa vuoi trasmettere con un tuo piatto?
Un gioco di emozioni creato da profumi, sapori e colori.

Tre aggettivi per descrivere lo chef Daniele Sanna:  fuori dalle righe, tenace e umile.

Cosa deve avere uno chef? 
Pazienza, saper ascoltare ed essere in grado di cogliere quel "senso" impercettibile.

Il tuo amore per La Molisana è nel formato….?
Spaghetto Quadrato!

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