Una settimana in Molise senza farsi mancare nulla by Viaggi e delizie

Alcune regioni italiane le studi a scuola, durante l'ora di geografia, e poi le riponi nel cassetto dei ricordi, un po' per il fatto che non sono proprio dietro l'angolo e un po' perché non ne senti parlare così spesso.

Capita poi un giorno, quasi all’improvviso, che ti trovi a scoprirle e ne rimani affascinata, quasi te ne innamori, tanto da voler trascorrere qualche giorno di vacanza proprio lì.

Come già mi successe con la Basilicata, qualche settimana fa mi è accaduto con il Molise. Ho visitato Campobasso e il Basso Molise grazie al tour organizzato da Pasta La Molisana, ma da quando sono rientrata ho iniziato a spulciare guide di viaggio, dépliant che ho raccolto durante il week end e ho chiesto a qualche amico originario del Molise di suggerirmi cosa vedere la prossima volta che tornerò da quelle parti. Pochi giorni fa, poi, una mia cara amica mi ha annunciato che trascorrerà parte delle vacanze estive in Molise, grazie al fatto che con le mie foto le ho fatto venir voglia di scoprire quella terra. Mentre parlavamo, mi ha chiesto di suggerirle un piccolo itinerario e di darle qualche spunto interessante che arricchisse la sua visita. Le ho chiesto di avere pazienza e di non perdersi questo appuntamento…perché ho immaginato di tornare in Molise e ho anche immaginato quello che vorrei fare, dovrei vorrei andare e cosa vorrei vedere.

Iniziamo con un paio di giorni sulla costa, perché sì, in Molise c’è anche il mare! I chilometri di costa non sono molti ma Termoli e dintorni hanno delle belle spiagge (che ben si vedono passando con il treno), e proprio perché non sono prese d’assalto da orde di turisti, è sempre piacevole trascorrere qualche ora al mare godendosi la sabbia, l’acqua e la tranquillità. Sapete che da Termoli ci s’imbarca per raggiungere le isole Tremiti? Una bella idea per trascorrere una giornata diversa. Un suggerimento goloso per una cena da ricordare? Io vi suggerisco il ristorante “Dentro le Mura” dello chef Antonio Terzano. I suoi piatti di pesce, solo pescato rigorosamente locale, sono davvero da provare! Io però non sono una “lucertola” e non amo stare ad arrostire in spiaggia intere giornate. Mi piace esplorare l’entroterra ed i suoi borghi caratteristici . Dopo un paio di giorni rilassanti sulla costa, quindi, mi sposterei nell’interno, verso la città, verso Campobasso che non ho avuto occasione di girare molto, ma che con il suo centro storico mi ha affascinato così tanto da voler tornare. Io ho avuto l’opportunità di pernottare al B&B Antichi Ferrai, proprio di fronte al bellissimo Teatro Savoia. E’ una sistemazione che consiglio di cuore perché la stanza matrimoniale con il soffitto affrescato è una vera chicca. Preparatevi a salire alcune rampe di scale (mi raccomando, valigie minimal e leggere) ma una volta arrivati avrete la possibilità di godere della vista sulla piazza dal vostro balconcino e di apprezzare la movida del sabato sera soltanto uscendo di casa.

Il centro storico di Campobasso è tutto da esplorare: con un bel paio di scarpe comode ai piedi, vi consiglio di salire per i vicoli e le scalinate; ad ogni svolta troverete una sorpresa, che sia un edifico caratteristico, una porta originale o una chiesa incastonata tra le case. Salite fino alla Chiesa di San Giorgio, da cui si gode una splendida vista sulla città e prendetevi il tempo necessario per abbracciarla con lo sguardo.

Il centro storico nasconde anche un museo-gioiello: Il Museo Provinciale Sannitico. Non lasciate la città prima di averlo visitato; prendetevi qualche ora di tempo perché la visita vale davvero la pena. Se poi avrete l’opportunità di avere come guida la direttrice del museo, Angela Di Niro, resterete affascinati dalle sue spiegazioni, dalla passione con cui racconta le scoperte dei reperti e dall’entusiasmo nello spiegare la vita di tutti i giorni di questa antica civiltà.

E per scoprire da vicino gli scavi e i resti della civiltà dei Sanniti, non c’è nulla di meglio che trascorrere una giornata a scorrazzare su una jeep, in bicicletta o a piedi con i ragazzi di Molise Explorer lungo gli antichi tratturi della transumanza fino a raggiungere il sepolcreto arcaico ed il santuario di Larino. L’esperienza della 4×4 sullo sterrato, soprattutto dopo una giornata di pioggia, è quanto di più divertente ci si possa aspettare. Infangarsi nelle pozzanghere, rischiare di rimanere impantanati in quelle più grandi e sobbalzare ad ogni dosso è al tempo stesso entusiasmante e adrenalinico. Se poi volete provare il massimo, chiedete di fare un pezzo di strada appollaiati sul tetto della jeep!

A Larino non perdetevi il museo con i suoi splendidi mosaici, e fate tappa al ristorante “Osteria del Borgo” dove la passione dei giovani proprietari ben si rispecchia nei piatti della tradizione povera ma gustosa del luogo: assaggiate le famose polpette “cacio e ova”, mi raccomando! Terminerei con un paio di giorni in mezzo alla natura, ai campi di favino, agli uliveti e al frinire delle cicale: alla Tenuta Colonna a San Martino in Pensilis. Questa Tenuta è un’azienda agricola e frantoio prima di tutto, ma offre anche la possibilità di soggiorno mettendo a disposizione degli ospiti un magnifico appartamento all’interno della Villa Padronale. Niente di meglio per concludere la settimana di vacanza se non quella di assaggiare gli oli di Marina Colonna, spadellare nella stupenda cucina e dondolarsi alla luce del tramonto su una della amache appese nel giardino.

Ecco la ricetta di Viaggi e Delizie dal titolo “La Semplicità anche a tavola”. Non sono una foodblogger, sono una blogger di viaggi che ama mangiare, cucinare e scoprire le destinazioni anche attraverso i sapori. E sono una donna che riceve sempre con piacere gli amici a casa, all’ultimo momento davanti ad un piatto di pasta inventato con gli ingredienti disponibili, oppure con una tavola apparecchiata secondo i sacri crismi ed un menu definito con anticipo quando si programmano gli incontri per tempo. In un caso o nell’altro, per me la tavola è da sempre convivialità: sul tavolo si cucina, si prepara, ci si siede per mangiare e bere, ci si rilassa sorseggiando il caffè o la grappa e si chiacchiera a fine pasto. Qualche giorno fa ho invitato alcuni amici a cena e ho deciso di cucinare loro una ricetta semplice e gustosa con la Pasta La Molisana.

Dopo la visita a Campobasso mi sono spesso interrogata su quale formato avrei affrontato per primo; i fusilli e le linguine a cui sono più abituata oppure lo spaghetto quadrato che tanto mi ha stregata durante il viaggio in Molise ovvero i paccheri e i fusilloni nella loro “veste” elegante? La scelta è ricaduta proprio su questi ultimi, accompagnati da un sugo semplice e genuino come gli ingredienti presi direttamente dal mio orto.

INGREDIENTI per 4 persone

  • 250 g di Fusilloni La Molisana Extra Lusso
  • 1 cipolla
  • 100 g di pancetta affumicata a dadini
  • 8 zucchine medie
  • 5 o 6 fiori di zucchina
  • caciocavallo grattugiato per le cialdine croccanti

PREPARAZIONE
In una padella soffriggere la pancetta con la cipolla; quando quest’ultima è imbiondita, aggiungere le zucchine tagliate a cubetti.

Cuocere le zucchine a fuoco vivace per alcuni minuti e poi coprire abbassando la fiamma per una decina di minuti. Le zucchine non devono cuocere troppo, ma rimanere croccanti.

Nel frattempo buttare la pasta ed utilizzare un po’ dell’acqua di cottura per ammorbidire il sugo nel caso si asciugasse troppo. Pochi minuti prima di terminare la cottura delle zucchine aggiungere i fiori di zucchina tagliati a striscioline.

In una padella antiaderente a parte preparare le cialdine di caciocavallo: disporre un cucchiaio di caciocavallo grattugiato sulla superficie della padella ben calda e attendere che si sciolga; con una paletta girare la cialdina e farla dorare anche dall’altro lato.

Una volta terminata la cottura della pasta, scolarla e passarla in padella con il sugo. Servire calda guarnendo con le cialdine di caciocavallo.