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Tracciabilità alimentare: tutto quello che c’è da sapere

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La tracciabilità alimentare è la capacità di tracciare tutti i processi del ciclo di vita di un prodotto dall’approvvigionamento delle materie prime, alla produzione e alla distribuzione, garantendo attraverso il presidio di ogni fase un controllo che si traduce in informazioni su quando e dove un prodotto è stato realizzato, e da chi.

Descrive il percorso da monte a valle della filiera durante ogni fase del processo attraverso il ricorso a codici prodotto e procedure ben definite.

In questo modo tutti gli attori della filiera agroalimentare sono in grado di dimostrare l’impegno per la qualità e la sicurezza dei prodotti consolidando la loro reputazione in termini di affidabilità. Gli standard per la rintracciabilità dei prodotti agroalimentari hanno l’obiettivo di documentare l’origine della materia prima, rendere trasparenti processi dietro la costruzione di un bene, generando fiducia nei consumatori. Attraverso la tracciabilità (ISO 22005) è possibile recuperare velocemente tutte le informazioni specifiche e attuare, se necessario, piani di ritiro e richiamo dei prodotti.

Differenze tra tracciabilità e rintracciabilità

È utile chiarire che tracciabilità e rintracciabilità sono termini usati spesso nello stesso contesto perché finalizzati allo stesso scopo, ma indicano due processi diversi seppur complementari.

Con tracciabilità si intende quel processo volto a tenere traccia di tutti gli elementi “in ingresso” che vanno a creare, modificare o trasformare un prodotto. Per rintracciabilità si intende il processo che torna indietro nella catena di produzione di un prodotto, al fine di individuare un preciso evento o un’azione.

I due processi seguono entrambi la logica di una raccolta ordinata di informazioni durante iter che portano alla realizzazione del prodotto (parziale o finito) e consentono di verificare e identificare, anche a ritroso, ogni singola azione.

Standard e regolamenti per un quadro normativo della materia

La rintracciabilità è un aspetto chiave sia della legislazione che regola il settore agroalimentare, come la legge dell’Unione Europea 178/2002, sia delle norme volontarie per la sicurezza agroalimentare adottate dalle aziende, come lo standard UNI EN ISO 22005/2008. L’ISO 22005 fornisce i principi generali e i requisiti di base per la progettazione e l’implementazione di sistemi di rintracciabilità. Lo standard fornisce un quadro di riferimento per la costruzione di un sistema flessibile ed efficace con molti obiettivi quali:

  • documentare la storia e la provenienza del prodotto;
  • facilitare il ritiro/richiamo del prodotto dal mercato;
  • facilitare la verifica di informazioni specifiche riguardo i prodotti;
  • comunicare informazioni alle parti interessate e ai consumatori;
  • supportare gli obiettivi generali di qualità e sicurezza del settore.

Altro caposaldo, Il Regolamento della Comunità Europea del 28 gen. 2002 n. 178, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza. Dispone l’obbligo in tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione, di rintracciare gli alimenti destinati alla produzione alimentare. A tal fine, gli operatori del settore devono essere in grado di individuare chi abbia loro fornito un alimento e devono disporre di sistemi capaci di identificare le imprese alle quali hanno fornito i loro prodotti.

bollino grano italiano 1 | La Molisana

Etichetta e codice a barre dei prodotti alimentari: come leggerli

Dal 2005 è entrata in vigore in tutta l’Unione Europea un’ordinanza sulla tracciabilità degli alimenti. L’etichetta apposta sul prodotto, quindi, diventa un importante strumento per il consumatore. Obbligatoriamente, secondo il regolamento UE 1169/20011, l’etichettatura conforme alla norma della tracciabilità di un prodotto preimballato deve riportare:

  • l’elenco degli ingredienti
  • il nome commerciale del prodotto
  • la data di scadenza
  • i valori nutrizionali
  • il titolo alcolometrico per le bevande alcoliche
  • i termini e le condizioni di conservazione e di utilizzo
  • il nome e l’indirizzo dell’addetto del settore
  • il luogo di provenienza
  • i modi coretti di utilizzo del prodotto          

Altro strumento indispensabile è il codice a barre. L’azienda che commercializza il prodotto finale è obbligata a presentare codici distintivi per ciascun lotto di produzione che viene immesso sul mercato. Il codice a barre contiene informazioni sulla data di produzione e sugli ingredienti utilizzati.

Nel mondo del Food & Beverage prevale soprattutto lo standard GS1-13. Il tipico codice a barre lineare con 13 cifre che siamo abituati a vedere:

  • Le prime 3 cifre indicano la provenienza e rappresentano il Paese;
  • Le cifre che seguono rappresentano l’indirizzo del produttore o del fornitore;
  • Le 5 cifre successive fanno riferimento a informazioni sull’articolo stesso.

La tracciabilità La Molisana

Se concentriamo l’attenzione al settore della produzione della pasta, aziende come La Molisana hanno migliorato negli anni la storica catena produttiva di questo prodotto per offrire sempre maggiori garanzie di tracciabilità alimentare e di sicurezza delle materie prime.

Il grano raccolto da La Molisana è ammesso al molino grazie al passaporto del cereale, una carta d’identità che traccia l’origine, i metodi di coltivazione e le analisi di controllo. Ogni anno l’azienda conduce oltre 6.000 analisi sulle materie prime con indice di conformità del 96%, quali: organolettiche, chimico-fisiche, micotossiche, parametri residuali, Ogm free.

La Molisana è una delle pochissime aziende del settore che può vantare il presidio dell’intera filiera integrata, grazie alla relazione diretta con gli agricoltori e al molino di proprietà. Questo significa avere controllo e capacità di intervento lungo tutto il ciclo di vita del prodotto: dal chicco di grano alla pasta, con la garanzia in termini di tracciabilità e sicurezza.

Le 3 cose da sapere sulla tracciabilità alimentare

La tracciabilità dei prodotti agroalimentari è dal 2005 regolata da un preciso quadro normativo dell’Unione Europea;

Ogni azienda agroalimentare è tenuta a presentare su ogni suo prodotto etichette informative complete e codici a barre univoci;

La Molisana garantisce la piena tracciabilità dei suoi prodotti attraverso la filiera integrata sull’intero ciclo di vita di ogni suo prodotto.

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